Due grandi cinghiali con una decina di cuccioli nel verde dell'oasi wwf

PROJECT WOLF ETHOLOGY

Workshop “Turismo Esperienziale e Marketing Territoriale”

Il Project Wolf Ethology nasce nel 2015 a Teramo da un’idea del dottor Andrea Gallizia (medico veterinario) sostenuto dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Teramo Prof. Luciano D’Amico. Nel 2016 il Project Wolf Ethology diviene gruppo di ricerca del Centro Studi per l’Ecologia e la Biodiversità degli Appennini diretto dal Prof. Giampaolo Pennacchioni (naturalista) con interesse sui grandi mammiferi italiani e in particolare sul lupo. Il gruppo di ricerca, inizialmente composto da studenti universitari, è oggi formato da studiosi di caratura nazionale quali biologi, naturalisti, docenti universitari, ambientalisti, medici veterinari, funzionari di aree protette e studenti di altri atenei. Le finalità del PWE comprendono un percorso di formazione, divulgazione e ricerca.
Inizialmente il gruppo di ricerca ha focalizzato i suoi studi nel territorio a sud-ovest del comprensorio teramano, documentando la presenza stabile del lupo e di un branco di cani che si possono definire selvatici in un fenomeno di sovrapposizione territoriale. Successivamente si è aperta una collaborazione con la Riserva Regionale di Castel Cerreto per documentare la presenza del lupo (Canis lupus italicus), del cervo (Cervus elaphus) e del capriolo (Capreolus capreolus). A questa, si è aggiunta la preziosa collaborazione con la Riserva Naturale Regionale Oasi WWF Calanchi di Atri, un vero serbatoio di biodiversità, per uno studio triennale in merito all’etologia del lupo (Canis lupus italicus) in un contesto così particolare e alle eventuali strategie di ausilio per la zootecnia locale. Grazie alla nostra attività di fototrappolaggio, studio e ricerca in questa area protetta abbiamo potuto constatare la presenza di moltissimi animali oltre il lupo quali cinghiali (Sus scrofa), caprioli (Capreolus capreolus), volpi (Vulpes vulpes), tassi (Meles meles), lepri (Lepus europaeus), faine (Martes foina),istrici (Hystrix cristata) e tantissime altre specie. Tra tutti questi mammiferi quello che riveste un ruolo fondamentale è sicuramente il cinghiale poiché costituisce il principale nutrimento dei lupi e, di conseguenza, studiando un grande predatore, quale il Canis lupus italicus, è importante studiare anche tutti gli altri animali che ruotano intorno ad esso. Nel caso del cinghiale è stata anche riscontrata la presenza di un fenotipo particolare frutto di un fenomeno di ibridazione tra Sus scrofa (cinghiale) e Sus scrofa domesticus (maiale domestico). Questo tipo di studio avrà come obiettivo il raggiungimento di una possibile e auspicabile collaborazione tra area protetta e popolazione locale che vede, proprio nel comparto zootecnico, uno dei suoi aspetti più rappresentativi del sistema economico locale.
L’importanza dello studio sulle dinamiche comportamentali in funzione delle variabili esterne del nucleo stabile in situ della specie Canis lupus italicus, in sinergia con l’aiuto fornito agli allevatori attraverso informazioni più che veritiere raccolte in campo e fruibili per la protezione degli armenti, avrà come fine ultimo il dare un contribuito reale e concreto per la mitigazione del conflitto fra uomo e animali selvatici, andando così a tutelare in primis gli allevatori e poi il lupo, che rappresenta un patrimonio inestimabile per la natura. Il Project Wolf Ethology di recente sta pubblicando alcuni lavori esposti durante numerosi convegni in tutta Italia e in molti atenei, andando così a riaffermare l’importanza di una rete collaborativa e non frammentaria bensì globale volta alla tutela della biodiversità.

ANDREA GALLIZIA, FRANCESCA TRENTA, MATTEO FERRETTI (Project Wolf Etholgy)

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